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Critiche al GSE: ancora lontani dall’obiettivo!

Critiche al GSE

Il 2016 parte con aspre critiche al GSE: l’innovazione è ancora lontana.

 

Il 2016 non sembra essere partito bene per gli incentivi erogati dal Gestore Servizi Energetici (GSE) e sono molti gli utenti che lamentano disagi e muovono critiche al GSE. Inspiegabili ritardi nei pagamenti, somme inferiori a quelle stimate, incentivi mai arrivati ai proprietari di impianti, una situazione insomma tutt’altro che rosea per il fiore all’occhiello dell’Italia innovativa.

Di fronte a questo scenario QualEnergia, il portale dell’energia sostenibile, ha deciso di prendere in mano le redini della situazione ed effettuare verifiche, chiedendo la ragione dei ritardi e delle inesattezze dei pagamenti direttamente al GSE. Risposta: le cause dei ritardi sono svariate e i casi non poi così tanti. Insomma, una risposta che lascia tutt’altro che soddisfatti e fa anzi crescere le polemiche verso chi, anziché fornire un servizio efficiente, minimizza il palese disagio. Tra le cause più inflazionate di ritardi e inesattezze, in ogni caso, vi sono le comunicazioni tardive da parte dei proprietari di impianti fotovoltaici, o malfunzionamenti degli impianti stessi.

Agli utenti dunque, non resta altro che controllare l’esattezza di dati dell’impianto immessi sul portale GSE e verificare il corretto funzionamento dell’impianto.

I ritardi nei pagamenti, inoltre, possono essere dovuti alla restituzione dell’adeguamento ISTAT sulle tariffe incentivanti richiesta a 4.653 utenti che hanno beneficiato del Primo Conto Energia. Richiesta ritenuta peraltro illegittima da assoRinnovabili e che ha portato a decine di ricorsi al TAR.

Il GSE sottolinea infine che a partire dal 2015 sono entrate in vigore nuove modalità di erogazione degli incentivi (di cui già abbiamo parlato in questo articolo). Dall’1 gennaio 2016, infatti, gli incentivi agli impianti alimentati da fonti rinnovabili verranno erogati esclusivamente sulla base dei dati trasmessi dal gestore di rete, con eventuali adeguamenti necessari da parte dei produttori: in alcuni casi sarà necessario installare nuovi apparecchi di misurazione, in altri invece no.

Nello specifico, per gli impianti fotovoltaici che erano stati incentivati dal primo al quarto Conto Energia e quelli alimentati da fonti rinnovabili incentivati con i decreti 24 ottobre 2005 e 18 dicembre 2008, non è prevista l’installazione di nuove apparecchiature, e l’energia elettrica misurata sul punto di connessione alla rete può essere considerata equiparabile a quella prodotta. Per questi impianti la produzione netta da incentivare viene calcolata dal GSE a partire dai dati di misura dell’energia elettrica immessa in rete rilevati e trasmessi dal gestore di rete competente.

I pagamenti in acconto vengono inoltre erogati solo a fronte del raggiungimento dell’importo minimo di 100 euro, mentre i pagamenti degli incentivi riservati ai piccoli impianti domestici con potenza fino a 3 kWp avvengono ogni 4 mesi. Solo per gli impianti con potenza superiore a 20 kWp è invece previsto un pagamento con cadenza mensile.

Tuttavia il malcontento avanza e le lamentele nei confronti di un sistema poco agile e poco efficiente non sono poche. Consapevole di ciò il GSE sta lavorando per cercare di semplificare le modalità di accesso ai dati dell’impianto: nel 2018 al massimo sarà possibile accedere alla nuova piattaforma che permetterà di controllare tutte le informazioni sull’impianto fotovoltaico inserendo solo il codice fiscale del proprietario. Ancora due anni per snellire e rendere di semplice utilizzo un sistema cosiddetto innovativo.

Le considerazioni sono ovvie: viene chiesto a privati e aziende di fare un salto verso l’innovazione e le energie rinnovabili, verso un minor spreco, verso il digitale, ma è il primis la PA a paventare un’incapacità di adeguamento ai tempi correnti e al processo innovativo.

Devi conservare Fatture elettroniche emesse al GSE? Leggi il nostro articolo dedicato al servizio di Fattura Facile e contattaci per maggiori informazioni.

Leggi anche: Fatture elettroniche GSE: a chi spetta la conservazione?

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