Digitalizzazione e consumo di carta individuale: ecco il numero di alberi lunghi 6 metri equivalenti alla carta utilizzata da ciascun cittadino nei diversi Paesi
La digitalizzazione avanza inarrestabile trasversalmente a svariati ambiti della nostra società e investe positivamente la quotidianità e le relazioni.Ma la carta è carta su questo non c’è dubbio, purtroppo. Alla carta infatti sono associate sensazioni differenti: per gli amanti della lettura sussiste ancora l’idea che un libro reale è preferibile ad uno virtuale così come per gli studenti, amanti del “concreto”, è ancora prassi stampare gli appunti e le slide su cui preparare gli esami e confrontarsi con i compagni di corso. C’è poi chi ama scrivere le proprie riflessioni o gli impegni personali su un’agenda “tangibile”.
Ma se il sopravvivere della carta è ancora comprensibile per quegli ambiti in cui entra in gioco un fattore emozionale, indubbiamente non lo è in ambito lavorativo in cui i driver delle procedure adottate devono essere l’efficienza del business e la riduzione dei costi. E, si sa, le montagne di carta non sono sinonimo di processi efficaci mentre lo sono di costi di stampa, costi di archiviazione, tempi lunghissimi di ricerca e condivisione delle informazioni per non parlare del rischio di perdere informazioni fondamentali. Nonostante ciò purtroppo, è ancora pratica consolidata negli uffici di moltissime aziende lo stampare grandi quantità di documenti arrivando fino a 4 copie dello stesso documento.
Un altro ambito in cui si registra un consumo della carta spropositato è la burocrazia, che vede il Belgio in testa, fra i Paesi Europei, per il consumo di carta probabilmente dovuto alla stampa a Bruxelles di documenti in più lingue.Nel 1980 il The Economist aveva pubblicato un articolo, “Towards the Paperless”, in cui l’avvento del computer veniva identificato come quel fattore che avrebbe segnato l’inizio dell’era degli uffici paperless e il trionfo della digitalizzazione dei dati. Purtroppo le previsioni si sono rivelate errate e negli ultimi 30 anni il consumo di carta è cresciuto del 50% e pare che il consumo medio di carta all’anno per individuo sia pari a 6 alberi di 12 metri!
In questo scenario il paradosso è che si registrano consumi di carta maggiori nei paesi con il più alto livello di digitalizzazione. Quello di cui abbiamo bisogno è un cambio di mentalità, oltre che dei processi. E’ necessario slegarsi da quelle convinzioni e prassi retaggio del passato che vedono la sicurezza dei dati e il trattamento delle informazioni come inevitabilmente legate al formato cartaceo.
La digitalizzazione dei processi e delle informazioni ci permette risparmi, velocità ed efficienza nella gestione e condivisioni delle informazioni impensabili fino a qualche tempo fa. A questo bisogna poi aggiungere la garanzia della conservazione dei propri documenti nel tempo e il tempo a disposizione per attività decisamente più importanti della pura gestione documentale.
Quando potremmo finalmente vedere la previsione del The Economist avverarsi?
Un bell’articolo del The Economist sul tema digitalizzazione e paperless al link http://www.economist.com/blogs/babbage/2014/09/difference-engine-2.
