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Spesometro 2017: e tu sei pronto?

Spesometro 2017

La data di scadenza per l’invio dello Spesometro 2017 è ormai prossima. Riassumiamo brevemente le principali informazioni in relazione alle periodicità di invio della comunicazione, ai dati da trasmettere e alle possibili sanzioni.

 

SPESOMETRO 2017: periodicità

Con una proroga di sole due settimane, è stato ufficialmente fissato dall’Agenzia delle Entrate il termine ultimo per l’invio dello Spesometro 2017. Entro il 28 settembre 2017, infatti, i soggetti passivi IVA, dovranno aver comunicato al Fisco in via telematica tutti i dati delle fatture emesse e ricevute, bollette doganali e note di variazione relative al primo semestre del 2017 (dal 1 gennaio al 30 giugno).

A titolo informativo ricordiamo che la comunicazione relativa al secondo semestre dovrà invece essere inviata entro il 28 febbraio 2017 mentre, a partire dal 2018, l’obbligo sarà trimestrale.

Leggi l’articolo più recente: Spesometro 2017: ufficiale la proroga al 5 ottobre

 

SPESOMETRO 2017: i dati da trasmettere

Come sappiamo, le novità introdotte dal D.Lgs. 193/2016 hanno riguardato, tra le altre cose, anche le informazioni da trasmettere.

Al riguardo, è stato stabilito che imprese, lavoratori autonomi e professionisti nello specifico dovranno comunicare, indipendentemente dall’importo, tutte le fatture emesse e ricevute, le bollette doganali e le note di variazione all’Agenzia delle Entrate. Questi i dati essenziali da trasmettere:

  • Dati del Dichiarante
  • Dati identificativi dei soggetti coinvolti nelle operazioni (Clienti / Fornitori)
  • Data e numero fattura (data e numero registrazione per le fatture passive):
  • Base imponibile
  • Aliquota IVA (o Natura dell’eventuale esenzione)
  • Imposta

Ad essi poi i soggetti interessati dovranno ben tenere in considerazione anche i seguenti punti di attenzione:

  • Corrispettivi: vengono considerate solo le registrazioni relative alle fatture (quelle che presentano una controparte) mentre non vanno trasmesse le registrazioni relative a scontrini, ricevute.
  • Reverse Charge: La fattura ricevuta, in caso di acquisto intra-comunitario, prestazione di servizi resa da soggetti passivi comunitari a soggetti passivi italiani e nel caso di fatture relative ad operazioni interne soggette all’inversione contabile, va integrata con l’IVA e registrata sia tra le fatture di acquisto sia tra le fatture emesse. I dati vanno riportati una sola volta nella sezione dei documenti ricevuti (DTR) indicando l’esenzione con codice N6 e il valore dell’IVA.
  • Bollette doganali: Si trasmettono i dati della bolletta doganale e non i dati della fattura registrata ai fini del pagamento. Se i dati del cedente non sono presenti nella bolletta doganale, vanno indicati i dati dell’Ufficio doganale presso il quale è stata emessa la bolletta.
  • Stabile organizzazione: Tali informazioni vanno valorizzate nei casi di cedente/cessionario non residente, con stabile organizzazione in In questi dati sarà obbligatorio indicare: Indirizzo, CAP, Comune e Nazione.
  • Rappresentante fiscale: Tali informazioni vanno valorizzate nei casi in cui il cedente/cessionario si avvalga di un rappresentante fiscale in Italia. In questi dati sarà obbligatorio indicare l’identificativo fiscale.
  • Fattura di acquisto intra: Le regole di compilazione impongono la distinzione tra fatture di acquisto bene e fatture di acquisto di servizi.

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SPESOMETRO 2017: Sanzioni

Ricordiamo infine che nel caso di omessa o ritardata trasmissione dei dati delle fatture emesse o ricevute è stata stabilita una ammenda di 2 euro per fattura (massimo 1000 euro per trimestre); la sanzione può essere ridotta del 50% laddove il soggetto interessato provveda, entro i 15 giorni successivi al termine stabilito, alla relativa modifica.

Leggi anche: Nuovo Spesometro: genera e invia il file Dati con Indicom.

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